Novità dal caso sulla grazia concessa a Nicole Minetti: come stanno procedendo le indagini e cosa ha rivelato l’Interpol.
Continua a far parlare il caso della grazia concessa a Nicole Minetti. Dopo le varie indiscrezioni, che hanno poi portato la diretta interessata ad esporsi, ecco i primi esiti delle indagini arrivati dopo gli accertamenti anche dell’Interpol. Va precisato, però, che si tratta solo di elementi iniziali e che le verifiche stanno proseguendo con il coinvolgimento anche dei magistrati milanesi che attendono ancora degli approfondimenti per i prossimi giorni.

Grazia a Nicole Minetti: la situazione sulle indagini
Arrivano delle prime novità in merito al caso della grazia concessa a Nicole Minetti. Stando a quanto si apprende da fonti inquirenti, le risposte, ad ora ancora parziali, fornite dall’Interpol alla Procura generale di Milano non sono tali da comportare una modifica nel parere trasmesso al ministero della Giustizia in merito alla grazia concessa dal Quirinale al’ex igienista dentale, condannata per il caso Ruby e Rimborsopoli.
Il doppio binario sulle indagini
Da quanto si apprende, gli ulteriori approfondimenti hanno confermato gli elementi forniti dalla difesa dell’ex consigliera regionale e la correttezza della decisione assunta nei mesi scorsi, poi messa in discussione con l’inchiesta del noto media Il Fatto Quotidiano. Da quanto risulta, se tali elementi forniti dall’Interpol fossero stati determinanti per rimettere in discussione la domanda di grazia, la Procura generale di Milano si sarebbe mossa immediatamente.
Attualmente le indagini stanno proseguendo seguendo fondamentalmente due binari: da un lato l’ulteriore verifica della documentazione legata all’adozione di un minore malato in Uruguay, decisivo ai fini della grazia, dall’altro il “cambio vita” dell’ex consigliera regionale lombarda con la necessità di accertare che abbia svoltato con “una seria volontà di riscatto sociale”.
Solo quando in Procura generale si avrà un quadro preciso, si saprà se il parere, che dovrà essere inviato al ministero della Giustizia con destinazione finale il Colle, sarà di conferma o meno rispetto a quello già fornito in precedenza.